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La Farmacovigilanza si propone di riconoscere, il più
rapidamente possibile, nuove reazioni avverse da farmaci,
di allargare le conoscenze su quelle già note e di
valutare in definitiva il rischio/beneficio di un farmaco.
Nel sospettare che un evento avverso sia causato da un farmaco
si genera un allarme, che non solo deve essere il più
precoce possibile, ma anche il più accurato. Tale allarme
infatti, se valido, genera un'ipotesi da valutare, verificare
e spiegare.
I primi segnali in Farmacovigilanza derivano di solito dall'osservazione
su uno o pochi pazienti. Per ottenerli si ricorre a diverse
metodologie, tra cui quella più importante è
quella spontanea organizzata. Questa è un sistema di
volontariato, che chiede ai medici ed ai farmacisti di compilare
una scheda (fornita dalle autorità competenti) ogni
qualvolta viene osservato (o riferito) un evento clinico indesiderato
e/o nocivo che si sospetta essere correlato alla terapia farmacologica.
Essendo stato creato il sistema per generare ed integrare
diverse segnalazioni e generare allarmi dalla valutazione
di più rapporti provenienti da differenti fonti, non
ci si deve chiedere se la reazione sia sicuramente da attribuire
al farmaco. Per questo si parla di segnalazione di sospetta
reazione avversa, ben sapendo che il sospetto non è
certezza.
Il sistema della segnalazione volontaria organizzata ha il
vantaggio di essere condotto sull'intera popolazione di pazienti
in terapia farmacologica e non è limitato ad una singola
ipotesi a priori.
Il sistema soffre di numerose limitazioni, ciò nonostante
ha mostrato di essere una fonte di informazioni estremamente
utile sull'insorgenza delle ADR. Associando le informazioni
così generate (numeratore) con il totale delle prescrizioni
dei farmaci o con il numero di dosi somministrate o con il
numero di pazienti trattato o con altre variabili (denominatore)
è possibile avere un'idea approssimativa dell'incidenza
delle ADR. Anche se il sistema non è stato sempre responsabile
della prima individuazione di un' ADR, esso è utile
per monitorare le ADR nelle singole nazioni e nel mondo, per
validare le ADR e per valutare il rischio/beneficio di un
farmaco nella popolazione generale.
Purtroppo la Farmacovigilanza, come disciplina scientifica,
non è realmente insegnata in Italia nel corso degli
studi pre-laurea e ciò è una delle cause del
perché la farmacovigilanza non funziona come potrebbe.
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